23 Lug 2009 Esternazioni inaccettabili del gran capo delle FFS

Meyer irrita il personale

Imputare i ritardi a singoli collaboratori o singoli servizi: questa idea azzardata dal capo delle FFS Andreas Meyer ha irritato e deluso il suo personale


«Riduzioni di salario in caso di ritardi » era il titolo della Sonntagszeitung del 12 luglio. Raramente un articolo della stampa domenicale aveva suscitato presso il SEV tante reazioni. Per giorni, abbiamo infatti ricevuto numerosissimi mail, tutti dello stesso tenore.
A dirla tutta, la stessa domenica le FFS avevano tentato, con un comunicato stampa di “precisazione”, di limitare i danni dell’affermazione del loro capo, il quale si è poi sentito in dovere di precisare ulteriormente la sua idea con una comunicazione ai quadri aziendali. Ma il danno era ormai fatto.

Andreas Meyer ha rilanciato il tema del salario al merito

Editoriale di Barbara Spalinger, vicepresidente SEV

È stato di nuovo un annuncio a sensazione: la responsabilità in caso di ritardo dovrebbe comportare riduzioni salariali, stando almeno all’idea che il CEO delle FFS Andreas Meyer ha esposto alla Sonntagszeitung. È quasi un peccato che lo stesso giorno le FFS abbiano spedito un comunicato per ridimensionare questa affermazione. Saremmo stati molto curiosi di sapere come le FFS contavano di definire queste responsabilità. Perché non capita mai che, per esempio, un macchinista si addormenti profondamente al suo posto di guida e in tutti gli altri casi non si capisce come si possa attribuire la responsabilità del ritardo ad una persona.
Aria fritta, quindi? Probabilmente non del tutto. Meyer può aver fatto un’affermazione avventata, riproponendo però nel contempo il tema del salario alla prestazione, che vorrebbe sollevare „dolcemente“ alle prossime trattative per il CCL.
È un’altra affermazione sorprendente, perché l’attuale sistema salariale delle FFS prevede già una componente al merito, priva e questo è probabilmente per Meyer il vero pomo della discordia, di una componente negativa, del Malus.
Il SEV ha già espresso a chiare lettere il suo parere. Se però le FFS si ostineranno a vedere nelle riduzioni salariali una nuova possibilità di risparmio, non potranno fare a meno di considerare, „altrettanto dolcemente“, quali stipendi presentano il maggior potenziale.

Il presidente del SEV Giorgio Tuti ha ripetutamente ribadito quanto aveva già dichiarato alla stessa Sonntagszeitung: “un sistema così complesso come quello ferroviario non permette di addebitare a singole persone la responsabilità di un ritardo”.

Il personale respinge anche la spiegazione a posteriori di Meyer, secondo la quale lui non si riferiva a singole persone, ma ai vari servizi.

Molto spesso, i ritardi sono infatti dovuti a motivi tecnici e altrettanto spesso questi sono una conseguenza della mancanza di tempo per svolgere i compiti di manutenzione, mentre l’azienda insiste a voler comprimere i costi per la manutenzione preventiva. Per questo, il SEV ha chiesto in un suo Info “Se verrebbero ridotti anche gli stipendi della direzione FFS”. 

Le affermazioni di Meyer sono piuttosto un segnale in vista delle prossime trattative per il rinnovo del CCL, al quale Tuti ha però risposto: „Il SEV sarà pronto e presenterà il proprio catalogo di rivendicazioni“.

 Peter Moor / GI

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