Partito socialista in testa, UDC fanalino di coda
Circa un terzo delle e dei parlamentari hanno votato secondo gli auspici del SEV su temi di politica sociale, ambientale e dei trasporti. Non sorprende il fatto che si tratta per lo più di esponenti del PS, né che quelli dell’UDC si siano comportati in modo opposto.
Vi presentiamo la prima classifica SEV dei deputati e delle deputate, elaborata quale aiuto per la scelta delle persone e dei partiti che, secondo il sindacato del personale dei trasporti, dovrebbero essere eletti in Parlamento e di quelli che invece sarebbe meglio evitare di votare.

Così hanno votato i partiti (intersezione)
«Indipendenti si, apolitici no!»
Giorgio Tuti, Presidente SEV
Il compito prioritario del SEV è quello di proteggere gli interessi dei propri membri . In primo piano ci sono dunque i posti di lavoro, le condizioni di impiego e di lavoro e le pensioni. Gli statuti del SEV prevedono che per raggiungere tali obiettivi, il sindacato può collaborare con i partiti politici. Ed è quello che facciamo .
E’ quanto facciamo nel caso dell’AVS, delle casse pensioni, del trasporto e del servizio pubblico. Negli statuti del SEV si precisa che dobbiamo essere indipendenti dai partiti politici. E lo siamo! Collaboriamo con quei partiti che ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi di organizzazione sindacale ( il fatto che possiamo contare sempre sugli stessi partiti non ha nulla a che vedere con la dipendenza).
Siamo anche indipendenti dal profilo politico, ma in nessun caso siamo apolitici. E non dobbiamo esserlo, poiché sono precise scelte politiche a determinare le condizioni quadro del mondo del lavoro, delle nostre casse pensioni, dei trasporti pubblici e del servizio pubblico.
Proprio per questo, il prossimo 23 ottobre non possiamo restare indifferenti alle elezioni per il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati. Il mio appello è chiaro: andiamo tutti e tutte alle urne per eleggere i/le parlamentari sui/sulle quali il SEV può contare.
Io conto su di voi!
Il risultato di questa impegnativa valutazione non ha dato adito a molte sorprese.
Per Daniela Lehmann, coordinatrice politica del SEV, che ha collaborato alla scelta delle votazioni da esaminare, si tratta comunque di una conferma molto utile. «Ci aspettavamo che il PS fosse vicino alle nostre posizioni e che l’UDC invece votasse spesso contro di noi, ma siamo stati sorpresi dalla chiarezza e dalla portata di questo risultato».
L’imbarazzo della scelta
La parte più difficile di questa inchiesta ha riguardato la scelta delle votazioni più importanti per la politica sociale e per quella dei trasporti, indipendentemente dal loro risultato. Si è infatti voluto creare una base il più possibile obiettiva, evitando di cercare semplicemente conferme di opinioni preconcette.
Il miglior risultato è stato conseguito da chi ha partecipato a tutte le votazioni, esprimendosi conformemente all’orientamento politico del SEV.
«Il SEV è senz’altro apartitico, ma ciò non significa che sia apolitico», sottolinea il presidente Giorgio Tuti: «Ci impegniamo in favore dei nostro membri non solo nei confronti dei datori di lavoro, ma anche sul piano politico e vogliamo pertanto capire chi sono i nostri alleati».
PS: 14 primi posti
Un gruppo di 64 parlamentari si distanzia chiaramente dagli altri. In tutta la classifica non vi è più un divario così netto come tra questi 64 nominativi e gli altri.
Questo drappello di testa comprende tutti i rappresentanti del PS e dei Verdi, nonché due esponenti dell’ala cristiana: Marie-Thérèse Weber-Godat del partito cristiano-sociale e il segretario dell’OCST Meinrado Robbiani.
La classifica è capeggiata da 14 esponenti socialisti, che hanno raggiunto il massimo dei punti. Questa condizione va a chi ha partecipato a tutte le votazioni esaminate, esprimendosi sempre nel senso auspicato dal SEV.
Un esempio che sconfessa l’affermazione, spesso pronunciata dai Parlamentari, che le assenze sono inevitabili. Da notare che da questi atteggiamenti non sono esenti nemmeno i «grossi calibri», primo fra tutti il presidente del PS nazionale Christian Levrat.
UDC fanalino di coda
Se PS e Verdi sono compatti in testa alla classifica, l’UDC si presenta in modo altrettanto compatto, ma all’altra estremità.
Questo gruppo ha inoltre presentato solo due rappresentanti che hanno partecipato a tutte le votazioni esaminate. Va anche sottolineato che il gruppo non ha raggiunto il massimo punteggio negativo, in quanto anche l’UDC ha votato due volte nel modo auspicato dal SEV.
Vi sono poi alcuni rappresentati del partito liberale che hanno ripreso le posizioni dell’UDC: Markus Hutter, Philipp Müller e Filippo Leutenegger. In questo gruppo di coda troviamo poi anche il democristiano Arthur Loepfe.
Amici dei trasporti
Nel gruppo di centro troviamo PPD, Verdi liberali e PBD, che hanno difeso le posizioni del SEV in misura maggiore rispetto ai liberali. Vi sono poi tre UDC che si sono distinti dal loro gruppo: Thomas Müller, passato dal PPD all’UDC in vista delle elezioni e i due esponenti del mondo dei trasporti; l’impresario Ulrich Giezendanner e il costruttore di treni Peter Spuhler.
Peter Moor

