Raccogliamo molte firme!

Stazione di Visp
In primavera è iniziata ufficialmente la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare «Per i trasporti pubblici» (Iniziativa TP). Nel frattempo, a tre mesi dal lancio, sono già state raccolte oltre 75'000 firme. Il SEV invita comunque tutti i suoi membri a firmare e far firmare il formulario al più presto.
La commissione direttiva SEV ha deciso di sostenere l’iniziativa popolare lanciata dall’Associazione Traffico e Ambiente (ATA), soprattutto per due motivi: essa chiede che siano approntati i finanziamenti per il necessario e urgente sviluppo dei trasporti pubblici nei prossimi anni, per realizzare finalmente il trasferimento del traffico pesante. In particolare, l’iniziativa inserisce nella costituzione federale il principio per cui cantoni e Confederazione insieme operano per il trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia, anche quello interno (vedi riquadro con il testo dell’iniziativa). Il defunto presidente Pierre-Alain Gentil già nel 2005, in relazione con il progetto di ristrutturazione «Focus» di Cargo, l’aveva proposta al Consiglio degli Stati, ma senza successo. «Questa importante rivendicazione torna sul tavolo della politica, grazie all’iniziativa» dice Adrian Wütrich, coordinatore politico e addetto alla comunicazione del SEV. L’iniziativa àncora finalmente nella Costituzione federale il principio del sostegno ai TP.
Qui il dossier.
Qui il formulario per firmare l'iniziativa.
Uno sviluppo miliardario
Negli ultimi anni, le FFS hanno progressivamente ampliato la loro offerta, con l’ultimo cambiamento d’orario del 5,5%. Ma senza lo sviluppo dell’infrastruttura, simili aumenti non saranno più possibili, ha affermato il DG delle FFS Andreas Meyer, «poiché le FFS stanno praticamente scoppiando un pò dappertutto». Nei prossimi anni non ci sarà soltanto da completare le nuove trasversali alpine, ma pure da eliminare molte strettoie, che presto o tardi diventeranno dei problemi. Le FFS calcolano che da qui al 2030 si verifi cherà un aumento del traffi co viaggiatori fi no al 45%. Ma anche il traffi co merci ha bisogno di nuovi spazi. «Traffi co merci e regionale si fanno già ora una dura concorrenza negli agglomerati e negli orari di punta e in futuro le ferrovie dovranno trasportare molte più merci, anche a causa dell’aumento del prezzo del carburante, a media scadenza», sostiene Adrian Wütrich.
Per far fronte ai bisogni di investimento, per i quali il fi nanziamento non è ancora stato deciso, secondo le stime dell’ATA ci vorranno almeno 14 miliardi, entro il 2030 (per le ferrovie, il traffico d’agglomerato e regionale). Le FFS valutano i costi di investimento fino al 2030 a 20 miliardi (vedi riquadro «FFTP, SIF e ferrovia 2030»). Il Consiglio federale intende allestire due varianti, da mettere in consultazione nel 2010: la prima prevede lo sviluppo della rete per 21 miliardi, entro il 2040, la seconda «solo» 12 miliardi, escludendo un sostanziale sostegno al traffico d’agglomerato, sebbene in questo settore vi sia un marcato aumento della domanda.
Ci vuole un finanziamento supplementare
È pensabile che il Governo intenda finanziare Ferrovia 2030 attingendo all’attuale fondo per i TP. Ma siccome la disponibilità attuale del fondo, che ammonta a 31,4 miliardi, è già destinata ad altri progetti, occorrono mezzi fi nanziari supplementari. Il Consiglio federale reputa possibile mettere a disposizione altri fondi, ma anche così i mezzi non basteranno che per i prossimi dieci anni. Quali fonti per il fi nanziamento supplementare potrebbero essere, a mente del governo, contributi cantonali (per esempio dirottamento della parte dei cantoni della tassa sul traffico pesante), un prefinanziamento, partecipazione dell’economia privata o un contributo degli utenti.
Quest’ultima non è la variante preferita da Moritz Leuenberger, come ha precisato alla trasmissione della DRS «Samstag-Rundschau» del 20 dicembre. Nella fi ssazione delle tariffe occorre procedere con la massima prudenza, per evitare che il prezzo del biglietto spinga la gente a tornare all’automobile. Per contro, il ministro dei trasporti reputa legittimo un indebitamento supplementare, per fi nanziare l’infrastruttura ferroviaria. Un aumento dell’IVA sarebbe invece escluso dal Consiglio federale.
Il progetto Ferrovia 2030 e il suo finanziamento sono attualmente in fase di messa a punto. Certo è che il proseguimento del fondo per i TP rende necessaria una nuova votazione popolare. Su Ferrovia 2030 si dovranno esprimere popolo e cantoni.

Nuova ripartizione dei dazi sui carburanti
Nuova ripartizione dei dazi sui carburanti
L’iniziativa per i trasporti pubblici propone una soluzione innovativa: il gettito dell’imposta sugli oli minerali, che non viene immesso nella cassa federale (50%) e quello del dazio supplementare sui carburanti devono in futuro essere ripartiti fra traffi co stradale e pubblico (vedi grafi ci). Di queste entrate vincolate, oggi il TP riceve solo circa un quarto. Grazie all’iniziativa, in base al preventivo federa-le del 2008, si tratterebbe di 796 milioni in più, cui si dovrebbe rinunciare nella costruzione di strade. L’iniziativa non tocca per contro il gettito della vignetta autostradale, che continuerebbe ad essere destinato alla rete stradale. Adrian Wütrich sostiene che ci sarebbero ancora fondi suffi cienti per il completamento della rete autostradale, per la manutenzione e per la costruzione di nuove strade.
Se l’iniziativa venisse accettata, per i TP sarebbero disponibili circa 800 milioni all’anno, presumibilmente a partire dal 2014, quando la stessa potrebbe entrare in vigore. Si dovrebbe però anche tener conto di una riduzione di circa il 2% delle entrate per i dazi sui carburanti, a causa di motori che consumano meno e un maggior utilizzo di motori ibridi, si presume all’ATA. Ma grazie all’iniziativa sarebbe possibile realizzare Ferrovia 2030 senza nuove tasse, soprattutto senza aumentare le tariffe dei trasporti pubblici, una misura controproducente.
Rompere il circolo vizioso
«Ogni chilometro percorso oggi sulle nostre strade fa piovere soldi in modo automatico nella cassa stradale, per il loro fi nanziamento» dice Adrian Wütrich. «Questo automatismo provoca rivendicazioni esagerate. La diversa ripartizione (50-50) proposta dall’iniziativa rompe questo circolo vizioso ed è anche più giusta: strada e ferrovia verrebbero trattate allo stesso modo».
L’iniziativa dell’ATA viene sostenuta, oltre che dal SEV, dal partito socialista, dai verdi e da varie altre organizzazioni, in totale 30.

